I bambini di Cold Rock è una delusione

RECENSIONE I BAMBINI DI COLD ROCK

La comunità di Cold Rock – cittadina della provincia americana sperduta sulle montagne rocciose – soffre delle sistematiche e misteriose sparizioni dei suoi “figli”. Le forze dell’ordine – rappresentate dalla figura dell’ispettore Lt. Dodd (Stephen McHattie) – riciclano promesse che non possono mantenere. Il degrado familiare, sociale e morale – frutto dell’isolamento e della povertà – non lasciano speranza. A Cold Rock non vi è traccia nemmeno di una scuola.

In questa desolazione emerge la figura di Julia (Jessica Biel), infermiera dal cuore tenero e premurosa madre di David… ma nulla è come appare…

Pascal Laugier (Martyrs, Saint Ange) costruisce un thriller balbettante che mira troppo in alto, finendo per perdere il senso per cui era partito.

I primi 10 minuti promettono bene, dopodiché I bambini di Cold Rock si dipana attraverso un cliché fin troppo prevedibile e il colpo di scena a metà film non basta a ridare un minimo di vigore alla pellicola, perché a quel punto lo spettatore ha già rischiato di stancarsi.

La mezz’ora conclusiva ci restituisce un po’ di pathos, ma la “spiegazione” finale – intrisa di domande senza risposta sul futuro della società in cui viviamo – lascia l’amaro in bocca…

Un vero peccato, perché c’erano tutti gli elementi per un ottimo film di “genere”. Lasciamo che i thriller restino thriller, soprattutto se non si è capaci di andare oltre. L’arte non ha bisogno di spiegazioni.

Ciò che rimane de I bambini di Cold Rock, sono la bellissima fotografia di Kamal Derkaoui e i titoli di testa, veramente originali. Nota di merito a Jessica Biel per l’interpretazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *