Marion Cotillard

DUE GIORNI, UNA NOTTE alla ricerca della solidarietà perduta

DUE GIORNI, UNA NOTTE – RECENSIONE

Come reagireste se il vostro principale mettesse ‘democraticamente’ ai voti la scelta fra il vostro posto di lavoro e un incentivo in denaro ai vostri colleghi?  E se invece foste proprio voi i colleghi?

REGIA: Jean Pierre e Luc Dardenne
CAST: Marion Cotillard, Fabrizio Rongione, Pili Groyne, Simon Caudry, Catherine Salée
FOTOGRAFIA: Alain Marcoen
NAZIONALITÀ: Belgio
ANNO: 2014
DURATA: 95 min
USCITA: 13 Novembre Roma e Milano – 20 Novembre nel resto d’Italia

Sandra (Marion Cotillard), reduce da una depressione che l’ha tenuta lontana dal lavoro, viene informata da una collega che il capo ha indetto una votazione tra i dipendenti per scegliere tra lei e un bonus di 1000 euro. La protagonista avrà a disposizione solo un week end per cercare di convincere i suoi compagni a rinunciare al premio in denaro affinché lei possa mantenere il suo posto.

La perversione del sistema capitalistico sembra aver generato il paradosso per cui la responsabilità del licenziamento di un lavoratore non ricada più sul datore di lavoro stesso, bensì sulla sofferta decisione di colleghi e compagni, trasformando in tal modo il ‘padrone’ in una sorta di moderno Ponzio Pilato. Di questo ci parlano i fratelli Dardenne in Due giorni, una notte.

I registi Belgi – vincitori della Palma d’oro a Cannes con Rosetta (1999) e L’enfant-Una storia d’amore (2005) – ci mostrano personaggi non più ai margini della società, ma all’interno del ‘Sistema’. La cruda rappresentazione dell’atroce individualismo, che sempre va a braccetto col capitalismo, ci sommerge con una cascata di emozioni forti e allo stesso tempo sfumate. I Dardenne ci conducono con prepotenza nel nostro intimo, loro non giudicano i comportamenti dei colleghi di Sandra, non dividono il mondo tra canaglie ed eroi, tuttavia lasciano agli spettatori questo immenso fardello.

La pellicola ha un’ottima struttura narrativa, riesce a smuovere le coscienze creando una forte empatia nei confronti della protagonista. Marion Cotillard recita senza un filo di trucco e indossa abiti anonimi, da donna qualunque, contagiandoci con la sua interpretazione impeccabile e sincera.

In ‘Due giorni, una notte’, a dispetto del tema trattato, traspare un gran senso di calma, la camera da presa è agile e non più nevrotica come di consueto, facendo sì che i Dardenne possano prendere le distanze dalla ‘noiosa’ agitazione che li ha caratterizzati per molto tempo.

Con i fratelli Dardenne, la crisi che vive l’Occidente non appare più come qualcosa di astratto ridotto a mera statistica, ma si riappropria della sua dimensione primordiale, parlandoci di vicinanza e solidarietà tra le persone.

Emozionante il sorriso sul volto di Sandra dopo ben 60 minuti di pellicola

Personaggio venefico: Marion Cotillard

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