matt damon con armatura robotica

Elysium, Neill Blomkamp non si ripete

RECENSIONE ELYSIUM

Los Angeles, anno 2154, la città degli angeli è un coacervo di baraccopoli. I suoi abitanti, forzati a vivere in condizioni quasi disumane e stretti tra le morsa della povertà e la mancanza di libertà, hanno un solo obiettivo: arrivare su Elysium, una sorta di Beverly Hills orbitante su cui nessuno può sbarcare a meno di non possedere un identificativo marchiato sulla pelle.

Da questa stazione il governo tiene i terrestri sotto scacco utilizzando un terribile esercito composto di macchine e droni, ma la principale caratteristica di Elysium risiede nel fatto che su questo satellite non si muore. Ogni famiglia, infatti, possiede una tecnologia che attraverso una capsula rigeneratrice cura qualsiasi malattia.

REGIA: Neill Blomkamp
CAST: Matt Damon, Jodie Foster, Alice Braga, Sharlto Copley, William Fichtner
FOTOGRAFIA: Trenta Opaloch
NAZIONALITÀ: USA
ANNO: 2013
TITOLO ORIGINALE: Elysium
Durata: 109 min.

Max Da Costa – interpretato da un Matt Damon in forma fisica smagliante – è un ex ladro di automobili che sbarca il lunario in una fabbrica costruttrice di robot e desidera sin da piccolo vivere su Elysium, ma per arrivarci servono molti soldi e superare il livello di protezione attorno alla stazione é un’operazione che mette a rischio la vita degli intrepidi che ci proveranno. Un incidente sul lavoro lo costringerà a tentare l’impresa…

Dopo District 9 (Sci-fi che consiglio caldamente) Neill Blomkamp era atteso alla classica prova di maturità ma supera l’esame solo in parte dirigendo un altro film di fantascienza non all’altezza del predecessore. Il regista sudafricano riprende le tematiche legate all’emarginazione già presenti nel film precedente, ma lo sviluppo narrativo di questo nuovo lavoro risulta perlomeno scontato, e i personaggi hanno l’amaro sapore del già visto.

In tipico stile hollywoodiano troviamo tutti gli elementi che strizzano furbescamente l’occhio allo spettatore, la faticosa storia d’amore, l’evoluzione dell’eroe da egoista a salvatore e gli immancabili cattivoni stupidi e senza cuore (tra questi ultimi una Jodie Foster, a dire il vero un po’ sprecata, nel ruolo della generalessa dal pugno di ferro), ma il risultato finale manca totalmente di poesia, la stessa che invece permeava la narrazione di District 9 film nel quale anche gli alieni dalle sembianze di gamberoni possedevano la capacità di attrarci ed emozionarci.

A favore della fatica di Neill Blomkamp i buoni effetti speciali e le scene di combattimento, che ancorché presenti in misura eccessiva, si mantengono su standard medio alti. Belli anche gli omaggi iconografici a Mad Max, rappresentati attraverso l’abbigliamento del mercenario Kruger (Sharlto Copley) e dalle automobili da guerra che sfrecciano nella desertica Los Angeles.

Notevole la fotografia di Trenta Opaloch, almeno per quanto riguarda le scene che si svolgono sulla terra

Personaggio venefico: nessuno

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