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IO STO CON LA SPOSA, lavatrice di emozioni

RECENSIONE IO STO CON LA SPOSA

Una delle peculiarità di questo Docu-film è che la produzione è stata finanziata in toto attraverso una campagna di crowdfunding online. Alcuni di voi si chiederanno: cosa mai sarà questo crowdfunding?
Ebbene, una semplice raccolta di fondi, niente di più, niente di meno. Ben 38 paesi hanno aderito all’iniziativa e in 60 giorni i tre giovani registi sono riusciti a reperire i 100.000 euro necessari per la realizzazione del loro sogno.

Ma qual era il loro sogno? aiutare cinque migranti (Palestinesi e Siriani) senza documenti a lasciare l’Italia per raggiungere La Svezia. Ma come fare ad aiutarli? Ed ecco il lampo di genio: decidono di inscenare un matrimonio coinvolgendo amici e conoscenti. In fin dei conti, come sostiene lo stesso Augugliaro, chi si azzarderebbe mai a fermare un corteo nuziale?

REGIA: Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande, Khaled Soliman Al Nassiry

CAST: Tasneem Fared, MC Manar, Ahmed Abed, Gabriele Del Grande, Tareq Al Jabr
FOTOGRAFIA: Gianni Bonardi, Marco Garofalo

NAZIONALITÀ: ITA

ANNO: 2014

DURATA: 98 min

Il film a questo punto può avere inizio, ognuno si ritaglierà un suo ruolo: i finti genitori della sposa, i finti testimoni, la finta sposa. Finalmente si può partire, e percorrendo in macchina più di tremila chilometri in soli quattro giorni questa moderna armata Brancaleone arriverà a Stoccolma attraversando Francia, Lussemburgo, Germania e Danimarca.

Un film legalmente scorretto per le leggi sull’immigrazione in vigore in Europa, ma profondamente corretto per l’umanità intera. Le leggi sono fatte da uomini, possono e debbono essere cambiate, è questo il messaggio che Io sto con la sposa ci consegna dalle comode poltroncine del cinema mentre scorrono i titoli di coda.

Il film intero è una lavatrice di emozioni, ma attenzione, non ci troviamo ad assistere ad una storia di “barconi” carichi di umanità che vanno alla deriva, bensì a un viaggio della speranza, una speranza carica di toni rosa, la potenza dirompente del migrante sessantenne che spiega con semplicità il suo progetto futuro: «Una volta arrivati in Svezia impareremo la lingua e poi apriremo un’attività, forse un ristorante di cucina araba». Insomma non una pellicola da pugni allo stomaco ma un’opera di fiducia.

Io sto con la sposa, girato per altro interamente in presa diretta, ci incuriosisce, ci commuove e ci fa gioire. Rimaniamo talmente rapiti dalla sua poesia da scordarci che sia interamente girato in lingua araba con sottotitoli in Italiano. In fin dei conti il Cinema nasce per farci sognare, e questo film è un sogno diventato realtà.

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