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LA MOGLIE DEL CUOCO: pretenzioso ma gradevole

RECENSIONE LA MOGLIE DEL CUOCO

In un piccolo paesino della provincia francese si sviluppa la vicenda di due donne: Marithé (Karin Viard), forte, decisa, strutturata, operatrice in un istituto di formazione che aiuta gli adulti a trovare la loro vera vocazione, e Carole (Emmanuelle Devos), complessata, fragile, insoddisfatta, soffocata dalla personalità del marito Sam (Roschdy Zem), energico chef di talento. Quando Carole, determinata a cambiar vita, si rivolge a Marithé chiedendole soccorso, quest’ultima decide di aiutarla a trovare se stessa convincendola a lasciare il compagno, il cui fascino però non lascerà immune neanche lei.

REGIA E SCENEGGIATURA: Anna Le Ny
CAST: Karin Viard, Emmanuelle Devos, Roschdy Zem, Anne Le Ny, Philippe Rebbot
NAZIONALITÀ: FRA
ANNO: 2014
TITOLO ORIGINALE: On a failli être amies
DATA DI USCITA: 16 Ottobre

Nella duplice veste di regista e sceneggiatrice, Anna Le Ny (che forse ricorderete in Quasi Amici, il film che le valse una nomination ai César come attrice non protagonista) porta sullo schermo una storia semplice, sdoganando con intelligenza il classico cliché del triangolo amoroso, grazie ad attori straordinari e una regia che dà spazio al pieno sviluppo dei personaggi.

I dialoghi sono vivaci e divertenti, merito di una sceneggiatura ironica e leggera che sembra cucita addosso alle protagoniste, la cui interpretazione vale da sola il prezzo del biglietto. La regista francese si dimostra abile nello scandagliare il rapporto e la vita personale delle due donne, tra ambiguità, solidarietà, sincerità e menzogne ponendo, allo stesso tempo, interrogativi sui confini del loro rapporto d’amicizia, soffermandosi sul carattere frivolo di Carole – le cui reazioni, a dire il vero, appaiono talvolta inverosimili – e sull’astuto buonismo di Marithè, donna alla quale mancano i principi della solidarietà femminile.

Tuttavia c’è qualcosa che non convince, la narrazione è spesso interrotta dalle noiose e fuorvianti vicissitudini legate al mondo del lavoro e alla riqualificazione professionale, intento interessante che sfortunatamente La Moglie del Cuoco non riesce ad approfondire appieno, lasciandoci in regalo una pellicola incompiuta in un pacchetto ben confezionato ma composto di ingredienti non sempre miscelati alla perfezione, che fanno di questo film un piatto gradevole ma forse troppo pretenzioso.

Malgrado ciò il pubblico femminile si divertirà, nonostante alcune situazioni bizzarre al limite del paradossale.

Esilaranti le espressioni di Marithè mentre assaggia i piatti dello Chef.

Personaggio Venefico: Marithè, perfettamente a suo agio nel gioco delle parti

Pubblicato da

Laura Rubino

Riccia ragazza pugliese, ormai naturalizzata romana, con una smisurata passione per il cinema. Il colpo di fulmine per la settima arte è arrivato nel 1997, a quel tempo avevo 11 anni. Il comune della mia città indisse un'iniziativa scolastica che prometteva l'ingresso gratuito al cinema per tutti i bambini che avessero portato 50 bottiglie di plastica vuote. Io ne consegnai 122... il film era La vita è bella

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