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LO SCIACALLO – NIGHTCRAWLER, oltre il messaggio cosa rimane?

LO SCIACALLO – NIGHTCRAWLER – RECENSIONE

Spacciato come thriller,  Lo Sciacallo – Nightcrawler è in realtà un noir metropolitano che vede l’esordio alla regia dello sceneggiatore Dan Gilroy (The Bourne Legacy).

Il fratello del regista Tony mette in scena, attraverso le vicende notturne di Lou Bloom, un film che vorrebbe essere una critica feroce ai media televisivi – alla perenne ricerca di sangue da gettare in pasto allo spettatore – e all’arrivismo più spietato, ma il risultato finale lascia veramente perplessi, non tanto per il messaggio che si propone di veicolare, quanto, invece, per limiti di direzione troppo evidenti.

REGIA: Dan Gilroy
CAST: Jake Gyllenhaal,  Bill Paxton,  Rene Russo,  Riz Ahmed,  Ann Cusack
FOTOGRAFIA: Robert Elswit
NAZIONALITÀ: USA
TITOLO ORIGINALE: Nightcrawler
ANNO: 2014
DURATA: 117 min
USCITA: 13 novembre 2014

L’autore punta tutto sulla figura del protagonista lasciando a Jake Gyllenhaal campo libero, e possiamo dirvi che se non fosse per l’interpretazione allucinata del ragazzo che conobbe la fama con Donnie Darko, Lo Sciacallo non avrebbe ricevuto i commenti entusiastici di una critica ormai assuefatta a standard cinematografici da serial televisivi.

Vi faccio una provocazione! Andate al cinema (chissà, forse alcuni di voi l’avranno già visto perché il film è passato per vari Festival, da quello di Toronto fino ad arrivare a Roma) e provate a spogliarlo della splendida fotografia di Robert Elswit, cosa ne rimarrebbe? Una lunga, fottuta, pedissequa sequenza di pesantissimi e asfissianti primi piani. Il film non respira mai, le telecamere sono morbose e certo lo spettatore è costretto a riflettere, ma il tutto non è accompagnato da una vera riflessione cinematografica.

Per darsi un tono poi, come se non l’avessimo già capito dopo venti minuti di strazio in 35mm, Gilroy rincara la dose contro i Network mostrandoci per tre o 4 volte una parabola, in versione diurna, che staziona sullo stesso tetto della stessa strada losangelina. Sarà forse la casa dello sciacallo?

La pellicola è ridondante, ripropone praticamente la medesima situazione notte dopo notte cercando perlopiù di spingerla a velocità di crociera fino al prevedibile finale.

Insomma, Nightcrawler è un lavoro che nasce certamente con buone intenzioni, perché la condanna non è unidirezionale – gli spettatori televisivi non si sentano assolti, sono complici della deriva mediatica -, ma non può bastare questo per fare di tale prodotto un gran film.

Qualcuno si è azzardato a paragonare le sue atmosfere a quelle di Taxi Driver e Fuori Orario, io mi spingo a dire che Lo Sciacallo, senza dover per forza scomodare gente come Scortese, prende chilometri di distanza da Tutto in una notte di John Landis.

L’inseguimento in macchina finale è l’unico momento vagamente cinematografico del film

n.b: Lo sciacallo ha diviso la nostra redazione spingendoci così a dare spazio a un’altra visione della pellicola. Leggete qui

Personaggio venefico: Lou Bloom, uno dei personaggi più stronzi mai apparsi sul grande schermo

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