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MAGIC IN THE MOONLIGHT, leggero ma gradevole

MAGIC IN THE MOONLIGHT – RECENSIONE

Noi fan di Allen siamo così, rei della pretesa di voler assistere tutte le volte a un capolavoro, al film dei film; desiderosi di esserne stregati e coinvolti; convinti inconsciamente che il bello debba ancora venire, che non è finita qui. Ma, ahimè, con il passare degli anni, continuiamo a fare i conti con la dura realtà: pellicole come “Io e Annie”, “Hannah e le sue sorelle”, “Manhattan” o “Crimini e Misfatti” forse non torneranno più!
È quindi con un pizzico di nostalgia, ma non per questo con intento demolitore, che oggi vi racconterò della sua ultima illusione cinematografica: Magic in the Moonlight.

REGIA: Woody Allen
CAST: Emma Stone, Colin Firth, Eileen Atkins, Marcia Gay Harden, Hamish Linklater, Simon McBurney, Jacki Weaver, Erica Leerhsen, Catherine McCormack, Jeremy Shamos

FOTOGRAFIA: Darius Khondji
COSTUMISTA: Sonia Grande
NAZIONALITÀ: USA
ANNO: 2014
DURATA: 97 min
USCITA: 4 dicembre 2014

Colin Firth è Stanley Crawford, il più celebre mago d’Europa, che si esibisce in segreto sotto le spoglie del prestigiatore “cinese” Wei Ling Soo. Oltre che un mago, Stanley è un uomo ateo e razionalista, con un’altissima opinione di se stesso e un’avversione per i finti medium. Convinto dal suo vecchio amico Howard Burkan, Stanley si reca in missione nella residenza della famiglia Catledge, presentandosi come un uomo d’affari di nome Stanley Taplinger, con l’intento segreto di smascherare la giovane e affascinante chiaroveggente Sophie Baker – Emma Stone – ingaggiata dalla Signora Catledge per entrare in contatto con il caro estinto marito. La missione, però, risulterà più complicata del previsto.

Dopo il muto trionfo dell’acuto dramma Blue Jasmine, Woody Allen torna alla commedia ripescando dalla sua scatola di bozze questo copione ‘minore’ e sobrio, insaporito dagli ingredienti a lui cari: romanticismo, spiritualità e magia (passione, quest’ultima, coltivata sin dai tempi dell’infanzia). Non è un caso, infatti, che narrazione e arti occulte si intreccino in maniera stravagante in molti dei suoi film (pensiamo a La Rosa Purpurea del Cairo o Midnight in Paris), dando vita a storie rarefatte che viaggiano sul tenue confine tra sogno e realtà.

È ancora la Francia il set prescelto per ricreare le atmosfere romantiche delle sue storie; questa volta, però, ci spostiamo nella calda e colorata Costa Azzurra degli anni ’20, sontuosamente addobbata dai costumi d’epoca di Sonia Grande e dalla scenografia nostalgica di Anne Seibel.

Come in tutti i film di Allen vi sono sequenze ricche di dialogo, fermi immagine e movimenti di macchina, ma è la sorprendente fotografia di Darius Khondji a consegnare ai fotogrammi un’aura incantata. Grazie al suo lavoro certosino, aiutato dalla decisione di utilizzare obiettivi Cinemascope anni ’70, la pellicola ci scaraventa con forza negli anni ruggenti, tra jazz e spensieratezza.

Il cast è affascinante ed eclettico: da una parte, Stanley Crawford, spocchioso alter ego del regista, un uomo scettico e colto, amante della musica, della filosofia e della letteratura; dall’altra, la disincantata Sophie Baker, intelligente e curiosa, dotata di un irrefrenabile ottimismo. Se da un lato il loro sentimento è prevedibile come in un romanzo di Jane Austen, dall’altro appare come un trucco degno di Houdini, gradevole ma altrettanto effimero.

Magic in the Moonlight non è un capolavoro, ma è un film luminoso e ben scritto. Chissà (e lo speriamo davvero) che Allen non possa stupirci ancora una volta.

Personaggio venefico: Stanley. Tanto dogmatico quanto dilettevole.

Pubblicato da

Laura Rubino

Riccia ragazza pugliese, ormai naturalizzata romana, con una smisurata passione per il cinema. Il colpo di fulmine per la settima arte è arrivato nel 1997, a quel tempo avevo 11 anni. Il comune della mia città indisse un'iniziativa scolastica che prometteva l'ingresso gratuito al cinema per tutti i bambini che avessero portato 50 bottiglie di plastica vuote. Io ne consegnai 122... il film era La vita è bella

3 pensieri su “MAGIC IN THE MOONLIGHT, leggero ma gradevole”

  1. Complimenti all’autrice dellarticolo!! Sprona il lettore a guardare questo nuovo film di Woody Allen… e perché no, anche con occhio più critico… lasciando comunque spazio al parere personale… era già mia intenzione vederlo, ma ora ne ho ancora più voglia!! Brava Laura!! 🙂

  2. Sono perfettamente d’accordo con te, diverso dagli altri film di Woody, ma dolcissimo, romantico; mi ha lasciato un sorriso sulle labbra come pochi riescono. Con il tuo articolo hai centrato in pieno la questione “capolavoro” e “magia”. Assolutamente venefico il discorso con la zia, esilarante, strepitoso!

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