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MOMMY e l’enfant terrible

MOMMY – RECENSIONE

Chi, tra di voi, non ha mai preso come esempio Il complesso di Edipo?! Nella concezione classica freudiana, la questione edipica indica un insieme di desideri sessuali ambivalenti che il bambino prova nei confronti delle figure genitoriali. Ecco, ci stiamo per infilare in un caleidoscopico rapporto madre-figlio di nome Mommy, film vincitore del Premio della Giuria al Festival di Cannes 2014.

REGIA: Xavier Dolan
CAST: Anne Dorval, Antoine Olivier Pilon, Suzanne Clément

FOTOGRAFIA: André Turpin
NAZIONALITÀ: CAN
ANNO: 2014

DURATA: 139’
USCITA: 5 Dicembre

Die (Anne Dorval), madre vedova, si occupa da sola dell’educazione del figlio Steve (Antoine Olivier Pilon), un violento ragazzo quindicenne. Quando ormai tutto sembra perduto, il corso degli eventi subirà un drastico cambio di direzione con l’entrata in scena di una misteriosa vicina di casa di nome Kyla (Suzanne Clément).

Xavier Dolan, con quest’ultima opera, entra a far parte della rosa dei registi più giovani e promettenti del cinema contemporaneo. A soli 25 anni ha già diretto 5 film. I media l’hanno definito un enfant prodige, noi invece ci azzardiamo a ribattezzarlo l’enfant terrible e vi spieghiamo perché!

Ciò che si fa strada durante la visione di  ‘Mommy’ è l’impressione di totale anarchia. Dolan è un anarchico della narrazione. I suoi personaggi sono anarchici: Die è una forza della natura che instaura con il figlio un rapporto fatto di dialoghi volgari e bruschi (al limite del politically correct), contrapposti a parole dolci e gesti amorevoli. Di contro, Steve, è un adolescente tirannico, innamorato furiosamente della madre (ed eccoci a Edipo), prepotente, petulante e incontrollabile. Il ragazzo però possiede un magnetismo al quale non nessuno potrà resistere.

Il regista canadese raggiunge il massimo del sovversivismo quando decide di alternare il formato d’immagine 1:1 al formato standard, accomodandoli entrambi alla successione della storia. Con questo stratagemma, Dolan, incide sul potere intimista della vicenda, evitando allo spettatore distrazioni ‘esterne’. La complicità che si viene a creare è straordinaria e il regalo è un film intenso, una pellicola personale e introspettiva nella quale non c’è santificazione né, tanto meno, demonizzazione.

Mommy ci lascia in bocca il sapore della speranza e dell’amore estremo di una madre per il figlio.

La colonna sonora del film, composta da brani di Dido, Céline Dion, Sarah McLachlan, Oasis e Andrea Boccelli, permette allo spettatore di spulciare tra i suoi ricordi personali, rendendo ancora più profonda l’esperienza sensoriale.

Dio salvi l’arroganza della giovinezza – alla quale tutto è permesso – e preservi il nostro enfant terrible dalle tentazioni ‘commerciali’ che inevitabilmente arriveranno.

Da urlo il momento in cui Steve mentre canta Vivo per lei, in italiano, dedicandola alla madre.

Personaggio Venefico: Die, ossia Anne Dorval, ossia Mommy!

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